Immagini da una ricostruzione


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Introduzione
 

Nell'ambito delle manifestazioni previste per la commemorazione del sisma
del 6 maggio 1976, e nell'ambito della manifestazione di protezione civile
denominata "Dog Friend 2006" che si terrà presso il Campo di Volo
(ex aeroporto militare) di Campoformido nelle giornate dal 29 aprile al 1 maggio,

il Circolo Fotografico l'Obiettivo, in collaborazione con:

Direzione Regionale della Protezione Civile di Palmanova
La squadra comunale di Protezione Civile di Pozzuolo del Friuli
Il gruppo di ricerche storiche Aghe di Poc di Pozzuolo del Friuli
La sig.ra Cristina Procaccioli - figlia del compianto fotografo Tino da Udine

Presenta:

IMMAGINI DA UNA RICOSTRUZIONE

Immagini realizzate dal compianto fotografo Tino da Udine a 10 anni dalla scomparsa, durante i tempi antecedenti al sisma dagli anni '50 ai '70, durante l'evento sismico e durante la ricostruzione.

Autore immagini: Tino da Udine
Testi di: Riccardo Rossi

   

Atto primo:

L'ANDARE ANTICO

Era un paese semplice, ma carico del peso delle tradizioni,
quella del duomo e delle mura,
delle mummie, con i loro volti stanchi e appisolati
che incutevano un terrore muto,
con lo sguardo nascosto, che i bambini cercavano invano di raggiungere
per capire la loro storia.
Il tempo era quello dell'attesa,
delle cose che non cambiano se non con le regole di un tempo vecchio,
che si trascina avvolto dal drappo della stanchezza.
Venzone guardava la montagna
che si spogliava dal suo ruolo di madre,
poi guardava la pianura,
con le fabbriche che nascevano perverse
mentre deridevano il suo andare antico.

 
 
   

Atto secondo:

L'ANIMA PIEGATA

Venne senza essere stato chiamato,
l'Orculat,
lo spirito cupo del nulla.
Ad ogni suo passo la notte si confondeva al vino,
al rumore, al sangue e alle certezze del caos.
Lo spirito del nulla aveva incontrato il tempo antico
e lo aveva invitato a nozze,
poi lo aveva tradito e infine sconfitto.
Della tremenda rabbia e della forza scatenata,
non rimaneva che un'anima piegata.
I volti coperti dal fango delle lacrime,
gli abiti di festa dimenticati sotto alle pietre,
il fuoco della cucina e il pane ancora caldo,
nascosti sotto metri di rabbia e roccia.
 
 
   

Atto terzo:

L'ANIMA SI PIEGA
IL CUORE NO

Il cuore è lontano dall'anima,
il cuore è fermo nella roccia,
quella grigia e dura che traspare dallo sguardo dei friulani.
Dalla montagna la certezza, dal fiume il movimento, dal cielo la speranza.
E poi le mani, quelle di tutti, a trascinarli fuori,
a figliare un nuovo terremoto…
Come faremo la nuova Venzone?
La faremo uguale!

   
 
   


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